Pillola 6 di 10: Nuova UNI 8065:2019

Pillola 6/10

Le problematiche degli impianti di climatizzazione invernale ed estiva derivano principalmente dai fenomeni corrosivi sui metalli, in quanto producono fanghi che determinano depositi (melme e incrostazioni) i quali limitano lo scambio termico e la funzionalità sia dei generatori di calore, che dei componenti ausiliari (circolatori, valvole termostatiche, contabilizzatori, ecc).

Come ogni normativa ben elaborata, anche la UNI 8065:2019 dedicata al trattamento dell’acqua negli impianti di climatizzazione parte da teorie approvate dalla comunità scientifica, infatti nella prima parte vengono illustrate le cause dei problemi e i metodi di verifica delle situazioni, introducendo come metodo di calcolo gli indici di Langelier e di Ryznar per determinare se un’acqua è corrosiva, incrostante o in condizioni di equilibrio.

Questi indici includono la temperatura tra i 5 parametri per effettuare il calcolo. Si tratta di un parametro sempre variabile in tutti gli impianti di climatizzazione, perciò è impossibile che la stessa acqua mantenga uno stato di equilibrio (né corrosiva – né incrostante).

Viene specificato dalla norma, quindi, che per evitare l’innesco dei fenomeni corrosivi sui metalli occorrono protettivi che contrastino il fenomeno anodo – catodo, ma devono essere presenti anche protettivi specifici per tutti i metalli.

Inoltre, non essendo più obbligatorio l’uso dell’addolcitore per potenze sotto a 100 kW, è stato introdotto l’obbligo di utilizzare uno stabilizzatore di durezza in grado di evitare le incrostazioni da carbonato di calcio.

La norma indica, come caratteristiche dell’acqua di riempimento e reintegro, quelle dell’acqua potabile, ma precisa che salvo diverse indicazioni (del progettista) il pH dell’acqua nel circuito deve essere stabilizzato a valori neutri, tra 7 e 8,5.

Per gli impianti a bassa temperatura (radianti a pavimento o parete) viene introdotto l’uso obbligatorio del biocida che deve essere riconosciuto come tale, quindi presente nell’elenco delle sostanze biocide previste dalla normativa UE 528/2012.

Quanti conoscevano la vecchia versione della norma UNI 8065 si renderanno conto che non è stata cambiata la sostanza (cioè l’obbligo dell’uso del protettivo), ma sono state specificate nel dettaglio le soluzioni da adottare e le tecnologie utilizzabili, anche con l’inserimento di tabelle (non esaustive) dei principi attivi utilizzabili nelle formulazioni.

Viene precisato che esistono specie chimiche particolari che possono innescare fenomeni corrosivi e quindi vanno usati solo prodotti specifici, con l’obbligo di indicare con chiarezza le funzioni specifiche.

Viene anche introdotto l’obbligo, per il fornitore, di proporre soluzioni coerenti con la presente norma, cioè che risultino realmente efficaci per prevenire i fenomeni corrosivi, incrostanti e di sviluppo di carica batterica.

Viene ribadito inoltre che tutti i produttori e/o i fornitori devono mettere a disposizione le modalità di verifica e di controllo del protettivo e indicare i limiti prestazionali (es. durata) affinché tutti gli operatori che intervengono nell’impianto possano verificare la situazione e mantenere o ripristinare le condizioni di trattamento ottimale dell’acqua nell’impianto termico, nel rispetto della norma UNI 8065:2019, che ha come obbiettivo primario il risparmio energetico.

I prodotti Foridra per la protezione degli impianti di climatizzazione invernale ed estiva

IDRATERM P100 e IDRATERM 110 sono i due anticorrosivi e antincrostanti a pH neutro. Il primo con dosaggio 1%, il secondo con dosaggio 0,5% e con certificato di efficacia NSF/BuildCert, che garantisce l’effettiva protezione da corrosioni ed incrostazioni fino a 25°F di durezza e per una durata anche fino a 5 anni. Entrambi i prodotti sono controllabili con Kit IDRATERM P, che permette di verificarne la corretta concentrazione durante le verifiche annuali, come richiesto dalla normativa.

IDRATERM 700 è il biocida a pH neutro da caricare in impianti radianti a bassa temperatura o misti, e vanta il certificato di citossicità orale acuta in caso di trafilamento nell’acqua sanitaria. Può essere utilizzato sia in fase di pulizia abbinato ai prodotti IDRATERM, che in fase di protezione insieme all’IDRATERM P100 o 110.

IDRATERM 200 è l’antincrostante a pH neutro da utilizzare in impianti caricati con acqua con durezza superiore a 25°F.

Tutti i protettivi IDRATERM possono essere miscelati insieme nell’acqua dell’impianto, sono reintegrabili ed eventuali sovradosaggi non creano mai problemi.

L’intera gamma IDRATERM, inclusi i prodotti sopra elencati, è presente nel mercato da oltre 10 anni ed è conforme alla nuova norma UNI 8065:2019.

Un’altra grande novità nella norma UNI 8065:2019 è l’introduzione dei sistemi solari termici, ne parleremo nella prossima pillola.

I tuoi soldi valgono, usali per prodotti di provata efficacia.

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